Vassoio in giunco

La cena è pronta, signora. Se desidera venire a tavola…
Lei non ha detto niente. Se ne stava immobile, appoggiata al bastone. Sono andato a prenderla sotto braccio, l’ho aiutata a sedersi. Lei s’è limitata a borbottare qualcosa. Sono sceso in cucina a prenderle il VASSOIO, gliel’ho messo davanti. Lei l’ha guardato con la coda dell’occhio, senza toccare nulla.
Orhan Pamuk, La casa del silenzio, 1983

Per chi non lo sapesse, il termine italiano ‘giunco’ è sinonimo dell’inglese ‘rattan’. Ad ogni modo, si tratta di una fibra vegetale pregiata, ricavata dalla lavorazione di alcune specie di palme rampicanti del sud-est asiatico, da non confondere con il vimini (più fine) e il bambù (cavo e più rigido).

Il giunco viene raccolto d’estate, pulito, bollito in acqua e lasciato asciugare al sole; una volta essiccato, assumerà il caratteristico color ocra. Volendo, per lacune lavorazioni, si può rimuovere la corteccia.  Quest’ultima, ridotta in piccole listarelle, si utilizza per produrre la famosa paglia di Vienna, o come legaccio per le lavorazioni artigianali.

Caratteristica principale di questa bellissima pianta acquatica è la sua malleabilità, resistenza e leggerezza, che la rendono adatta alla lavorazione artigianale per produrre complementi d’arredo. Ancora oggi la canna di giunco viene curvata scaldandola a fuoco manualmente.

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