Pietro Consagra Scultura in argento Gedda

La mia scultura è frontale perché nasce da considerazioni tecniche di semplificazione del punto di vista costruttivo e dei materiali, ma soprattutto perché nasce dal concetto di Spazio Differente.

Pietro Consagra, Autoritratto di Carla Lonzi, 2010

Pietro Consagra ha compiuto, da scultore, una delle scelte più radicali e significative di tutta l’arte plastica della seconda metà del Novecento: la frontalità.

“La frontalità è nata dentro di me come alternativa al totem, cioè alla scultura che doveva nascere al centro di uno spazio ideale. Presentando un’urbanistica diversa, cioè quella della frontalità, mi sono tolto dal proposito di occupare uno spazio al centro del quale costruire qualcosa, un punto di attenzione convergente. La frontalità io l’ho sentita come un ridimensionamento delle pretese che si erano accumulate intorno alla scultura, pretese religiose, sociali, di ordine costituito passato o futuro; ho voluto scaricare la scultura da tutte queste pretese di simbolo per creare un rapporto più diretto, frontale appunto, a tu per tu, con lo spettatore…”.

La sua scultura si pone come presenza solitaria, preceduta e seguita dal vuoto e dal silenzio ma, proprio per questo, presenza intrigante con cui confrontarsi, con cui instaurare un dialogo interiore.

Dettagli del prodotto
Designer: Pietro Consagra, 1981
Materiali: argento Gedda su base in marmo Nero del Belgio
Realizzata in 24 esemplari in numeri arabi
Dimensioni scultura: 24,5 x 21 cm
Dimensioni base: 15,7 x 5 x 2cm

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